mercoledì 19 aprile 2017

Modi di dire: “Oh fava!!”

In Toscana, ma in particolare a Firenze, è un’offesa, bonaria se detta scherzosamente, molto pesante se espressa con violenza. Infatti, si usa (declinato al femminile) per riferirsi all’organo sessuale maschile, e nell’espressione popolare (declinato al maschile) indica, a seconda dell’intensità con cui è detta, ma anche a chi è rivolta: il non capire niente, l’essere poco intelligente, il poco sveglio, l’incapace di fare e pensare, praticamente…un bischero. La si usa anche per sottolineare un errore veniale commesso da altri, ma lo possiamo rivolgere anche a noi stessi nel commentare una nostra distrazione: “ma guarda che fava che sono stato!”. Si usa anche per sottolineare palesemente un errore grossolano commesso da chi si ritiene infallibile o ganzo: “che fava!”, oppure un sentito consiglio a non fare ulteriori danni: “sta bono, un fa’ la fava”, od ancora chi si diverte compiendo gesti o dicendo frasi giudicate stupide o ridicole.
La parola deriva dal latino, faba, cioè il seme della pianta, fava, che si mangia fresco o secco. Il seme è custodito dal baccello (dal latino: baculus, per la sua forma a bastone, da qui l’allusione al sesso maschile) , altro sinonimo popolare, toscano, per indicare l’organo sessuale maschile, e, non a caso, usato per appellare anche qui qualcuno che sbaglia grossolanamente o si rende responsabile  di atteggiamenti stupidamente danneggianti.
Roberto Di Ferdinando

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