mercoledì 26 dicembre 2012

MANI PER L'ARTE, DAL 29 DICEMBRE AL 6 GENNAIO

A Firenze la galleria dell'artigianato artistico. Design del legno, scultura orafa, geometria del mosaico e sartoria protagonisti di un’esposizione dinamica con la direzione artistica di Giancarlo Cauteruccio

Dal 29 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 nella Galleria di Palazzo Medici Riccardi a Firenze prenderà vita un’esposizione dinamica dedicata all’artigianato artistico fiorentino, “Mani per l’Arte”. Le opere di giovani scultori del legno, designer di gioielli, compositori di mosaici e stilisti di moda saranno allestite in una mostra in movimento, resa viva da istallazioni audio e visuali. L’evento è il frutto del lavoro degli allievi che hanno frequentato i corsi in artigianato artistico finanziati dalla Provincia di Firenze, nello specifico con le agenzie formative La Sfinge, Confartis, Sme e Sophia per la lavorazione orafa, il mosaico e la sartoria fiorentini, per l’arte dei gioielli e il design in legno, gesso e pietra.
(testo tratto dal sito della Provincia di Firenze)


La Sala delle Cicogne del Museo della Specola

(Testo e Foto di Roberto Di Ferdinando)

Il Museo della Specola è una (di zoologia) delle sezioni del Museo di Storia Naturale di Firenze (le altre sono: antropologia e etnologia, botanica, geologia e paleontologia, mineralogia e litologia, e orto botanico) ed è il più antico museo scientifico d’Europa. Il Museo (l’Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale) fu istituito nel 1775 per volere del Granduca Pietro Leopoldo, utilizzando ed ampliando gli spazi di palazzo Torrigiani, già Bini, di Via Romana, che già allora ospitavano il nucleo centrale delle collezioni. L’esposizione del Museo fu realizzata in tre piani riproducendo l’ordine naturale: il primo piano ospitava la sezione zoologica e di anatomia umana, il secondo il mondo vegetale con gli erbari ed il terzo la sezione scientifico-astronomica.
Il nome Spècola deriva dal termine latino Spècula (guardo, osservo);  infatti, il granduca Pietro Leopoldo fece costruire sul tetto anche l’osservatorio astronomico e la stazione meteorologica. E nel torrino del Museo è collocata una delle meraviglie della Specola: la Sala delle Cicogne. Negli ultimi settant’anni è rimasta aperta solo per alcune settimane nel 2009, ma adesso si parla di aprirla regolarmente al pubblico. La sala ha varie particolarità. Si trova sotto la parte più alta del torrino ottagonale fatto costruire tra il 1780 e il 1789 dal Granduca come osservatorio astronomico (vedute panoramiche dal torrino: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2012/12/veduta-di-firenze-dal-torrino-de-la.html ). Il nome della sala deriva dalla presenza di coppie di cicogne scolpite in volo che sorreggono i pilastri. Giuseppe Antonio Slop, astronomo trentino e docente in Toscana (1740-1808), che realizzò l’ambiente, scelse questo animale in quanto simbolo della conoscenza, ed inoltre perché due angoli delle pareti della sala sono posizionati sulla direttrice sud-nord e le cicogne sono solite migrare proprio lungo le rotte sud-nord e nord -sud.
Sul pavimento della sala un prezioso tesoro scientifico: una meridiana filiare realizzata con una linea metallica (ne esistono solo altri due esempi al mondo, a Bologna e a Budapest), che regola ora e calendario, mentre una fascia di marmo riporta anche i segni zodiacali. E’ del 1784. Da un’apertura praticata nell’angolo meridionale della sala (foro gnomonico) entra un raggio del sole che si riflette sul pavimento. Man mano che ci avviciniamo alle ore 12 il riflesso si approssima alla meridiana fino a sovrapporsi alla linea metallica alle ore 12 precise. Alle estremità della meridiana vi sono due dischi metallici, quello più lontano dalla fessura, è a forma ellittica ed il riflesso del raggio del sole si sovrappone qui perfettamente a mezzogiorno del solstizio d’inverno (22 dicembre). Invece, il disco più vicino alla fessura ha la forma di un piccolo punto e qui il riflesso del raggio del sole si sovrappone alle ore 12 del solstizio d’estate (22 giugno), quando il sole si trova al suo zenit.
Infine nella sala è presente anche un dispositivo su binario su cui scorre un telescopio in asse con la linea meridiana utilizzato per le osservazioni notturne (quarantale).
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Museo della Specola - la sala delle Cicogne
Museo della Specola - la sala delle Cicogne
Museo della Specola - Sala delle Cicogne: la Meridiana
Museo della Specola - il Torrino

martedì 25 dicembre 2012

Capodanno 2013 a Firenze, cinque grandi appuntamenti in musica nelle piazze

Subsonica alla Stazione, Nick The Nightfly, gospel, elettronica e sinfonica. Tutti gli eventi a ingresso libero
Cinque piazze, cinque grandi appuntamenti in musica. Con i Subsonica alla Stazione e poi jazz, gospel, classica, elettronica. E' il Capodanno 2013 di Firenze che prosegue il format sperimentato con successo negli scorsi anni. 'E' un messaggio culturale - ha detto il sindaco Matteo Renzi presentando in Palazzo Vecchio il programma degli eventi - Il Capodanno si aspetta in piazza. L'idea è nata quattro anni fa da un amico che non c'è più, Lucio Dalla, e noi continuiamo a portarla avanti. Quest'anno lo faremo 'col botto' chiudendo un 2012 di grande musica che ha visto a Firenze artisti come Bruce Springsteen, Madonna e Radiohead. Ovviamente - ha aggiunto il sindaco - l'esortazione è a stare attenti con i botti e che siviva la festa con la giusta civiltà che Firenze merita ed esige. Gli eventi - ha proseguito il sindaco - sono tutti gratuiti per i cittadini e a costo zero per le casse dell'Amministrazione, grazie agli sponsor'. Gli appuntamenti sono in piazza Stazione dalle ore 21.30 con Passogigante e Blue Popsicle (22.30), e dalle 24 con i Subsonica, che suoneranno per due ore un best e saluteranno in fans in attesa del prossimo disco; in piazza della Repubblica dalle 22 Nick The Nightfly Quintet; in piazza Santissima Annunziata dalle 22 The New York Gospel Spirit; in Largo Annigoni-Sant'Ambrogio dalle 22 New Years's Woodstock, 6 ore di musica e immagini con dj TuzZy, la cantante italo-brasiliana Rayna e il visual artist Jamaica De Marco; il piazza della Signoria dalle 23 l'Orchestra sinfonica di Lugansk diretta dal maestro Lanzetta. Il Capodanno 2013 a Firenze è organizzato da Le Nozze di Figaro srl, Eventi Music Pool, Prg, Nuovi Eventi Musicali, Orchestra da Camera Fiorentina. Sponsor principale: Banca CR Firenze; sponsor: Acea, ADF-Aeroporto di Firenze, Publiacqua; con il contributo di Ente Cassa di Risparmio di Firenze. I mezzi pubblici Ataf e tramvia (fino alla Stazione Leopolda) viaggeranno per tutta la notte. Ztl dalle 20. Tutte le info su concerti, trasporti e provvedimenti di viabilità su http://www.comune.fi.it/capodanno
(testo tratto dal sito del Comune di Firenze)

Info: http://firenzecapodanno.wordpress.com/

lunedì 24 dicembre 2012

La Sala delle carte Geografiche e l’”orientamento”

(Testo di Roberto Di Ferdinando)

La Stanza delle Mappe Geografiche o del Guardaroba o degli Armadi,  è l’ultima e suggestiva sala del percorso museale di Palazzo Vecchio. Non appena vi si entra si comprende le origini dei vari nomi che le sono stati attribuiti nei secoli. Infatti, le quattro pareti della sala (l’architettura è del Vasari) sono rivestite da armadi (opera cinquecentesca di Dionigi Nigetti) che la Signoria dei Medici usava per custodire i suoi beni preziosi. In seguito le ante furono decorate da 53 mappe geografiche, dipinte ad olio dal frate domenicano Ignazio Danti (1563-1575) e da Stefano Buonsignori (1575-1584), ed indicano la conoscenza geografica della Terra nel XVI secolo. Gli autori seguivano il sistema tolemaico per il moto degli astri, ma utilizzarono per queste mappe il nuovo sistema cartografico di Mercatore.
Una curiosità. Nell’antichità le mappe geografiche erano disegnate con l’est, cioè l’Oriente, rivolto verso l’alto, e da qui l’origine della parola “orientamento”. Solo successivamente i marinai decisero che era più comodo girare le mappe verso nord, come sono tutt’oggi, cioè verso la Stella Polare, non a caso le rotte per la navigazione notturna erano disegnate basandosi sull’osservazione delle stelle e quella Polare era facile da individuare.
Tornando alla nostra sala, al suo centro spicca il celebre globo “Mappa Mundi” che nel 1581, anno in cui fu realizzato (opera sempre di Danti e Buonsignori), era il più grande al mondo.
Infine, un’altra curiosità. Dietro alcune mappe che ricoprono i pannelli degli armadi, si aprono dei passaggi segreti che permettevano ai Medici di muoversi e raggiungere alcune parti del palazzo senza essere notati. Ad esempio, dietro la mappa dell’Armenia, si apre un passaggio che portava al camerino della Duchessa Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I.
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domenica 23 dicembre 2012

Quei numeri rossi che ingannano

(Testo di Roberto Di Ferdinando)

La numerazione civica di Firenze ha una particolarità curiosa, cioè la presenza di numeri civici anche di colore rosso. Una particolarità, però, che può confondere i non fiorentini nella ricerca di un indirizzo. La numerazione civica a Firenze fu introdotta nel Settecento e regolamentata con Firenze Capitale (si veda anche il seguente19.24 23/12/2012 post: http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/01/la-numerazione-civica-nella-firenze.html), ma agli inizi del Novecento l’amministrazione comunale decise di distinguere gli ingressi delle abitazioni civili da quelli delle attività commerciali attribuendo a queste ultime un numero civico di colore rosso ed accompagnandolo dalla lettera “r” (l’iniziale del colore). Quindi in una strada fiorentina possiamo notare una numerazione progressiva per i portoni dei condomini ed una per gli ingressi delle attività o uffici. Questa particolarità può indurre a confondersi chi non sia fiorentino, poiché nella stessa via possono esistere due stessi numeri civici, ma di colori diversi. Non solo, in vie molto lunghe un numero civico rosso anche basso, ad esempio l’8, lo possiamo trovare dopo molte centinaia di metri che abbiamo imboccato quella via, forse anche dopo il numero civico (nero) 100... Quindi, a Firenze chi deve comunicare un proprio indirizzo si ricordi di specificare se è un numero rosso oppure no, e, dall’altra parte (un consiglio che mi permetto di rivolgere a chi non è fiorentino) chi deve recarsi in qualche luogo di Firenze si annoti bene se il numero civico di destinazione riporta oppure no anche la lettera “r”, altrimenti il rischio di ritardare all’appuntamento o di perdersi sarà alto.
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sabato 22 dicembre 2012

Veduta di Firenze dal Torrino de La Specola

Santo Spirito, Le Cappelle Medicee, il Duomo, Orsanmichele, Palazzo Vecchio
Il Carmine, Cestello, Santo Spirito
Giardino Torrigiani, Collina di Bellosguardo, il Carmine
Palazzo Pitti

Il Calcio Storico Fiorentino diventa collezionismo e gioco da tavolo

(testo di Roberto Di Ferdinando)

Da oggi è possibile collezionare i figuranti del Calcio Storico Fiorentino. In tutto sono 300 miniature, di stagno, disponibili anche in versione da colorare. Un modo per far rivivere a casa la tradizione del Torneo di San Giovanni, schierando le squadre e facendo sfilare il corteo storico con tutti i suoi componenti.
Esiste anche il gioco da tavola del Calcio Storico Fiorentino, che partendo dalla scacchiera della dama e degli scacchi riproduce nei dettagli il gioco (vedi immagine 2).Possibilità anche di acquistare degli specifici kit per rappresentare ancor più verosimilmente il gioco nel  suo ambiente tradizionale.
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Immagine 1 - i figuranti del Calcio Storico Fiorentino (immagine scannerizzate dal Corriere Fiorentino del 21/12/12)
Immagine 2 - (immagine tratta da:
http://www.castlearts-it.com/)

venerdì 21 dicembre 2012

Curiosità di Firenze Augura Buone Feste a Tutti

Venerdì 21 Dicembre dalle ore 20,30 alle 21,30 - Meditazione Mondiale per il Solstizio d'Inverno (21/12/12)

Venerdì 21 Dicembre, dalle ore 20,30 alle 21,30
c/o Centro Studi di Psicoterapia e Crescita Umana -  Via Marsala 11 - 50135 Firenze

Meditazione Mondiale con le musiche degli Athor per essere connessi e consapevoli per il 21/12/12 - Solstizio d'Inverno

Ingresso libero, ma con prenotazione:
m.massimiliana@alice.it
3396788142 |

giovedì 20 dicembre 2012

Origine della parola “Posta”

(fonte: Le Antiche Dogane) – Testo di Roberto Di Ferdinando

Se tutte le strade portano a Roma, molte di queste passano da Firenze. Infatti, la nostra città per secoli è stata anche un centro di passaggio per i numerosi viandanti, mercanti e, soprattutto, pellegrini che si dirigevano verso la Città Eterna. Ancora oggi Firenze ha nella sua toponomastica il segno di questo suo importante ruolo strategico in ambito di viabilità: Via Aretina, Via Senese, Via Bolognese, Via Pisana…. E nei secoli passati i trasferimenti per la maggior parte delle persone avveniva a piedi, chi era più fortunato e ricco, poteva disporre di un cavallo o di un carro, e quindi questi viaggi duravano molto ed erano molto faticosi. Lungo le varie vie di comunicazione i viandanti potevano trovare sollievo e riposo da questi impegnativi cammini presso alcuni edifici adibiti, gratuitamente od a pagamento, ad ospitarli (locande, ospedali dei pellegrini, chiostri di chiese e conventi..). Questi luoghi prendevano il nome di “Posta” una definizione in uso fin dai tempi degli antichi romani. Infatti, il nome “Posta” si riferiva al tratto di strada tra una stazione di sosta e l’altra, che solitamente erano collocate alla distanza di un giorno di cammino a piedi. La distanza poteva variare a secondo della difficoltà del cammino, si poteva andare da un minimo di 12 miglia ad un massimo di 17 (cioè tra i 18 e i 25 km). Chi non voleva andare a piedi, e poteva permettersi di prendere a nolo un cavallo od un posto su una carrozza, pagava nel percorrere la posta una cifra al postiere (il titolare della stazione di posta) per i cavalli ed una “mercede” (bonamano) al postiglione. Si preferiva noleggiare i cavalli che utilizzare i propri perché nel primo caso non si rendeva necessario far riposare gli animali, ma sostituirli di posta in posta rendendo così il viaggio più rapido. Ma i postieri non facevano viaggiare solo le persone, ma anche merci e documenti che erano consegnati ai postiglioni di stazione di posta in stazione fino a raggiungere la loro destinazione finale. Da qui il moderno termine di “posta”.
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Il Canto Gregoriano a Santa Croce

Il Canto Gregoriano a Santa Croce

Concerti al Cenacolo di Santa Croce
Sabato 22 dicembre 2012 - ore 21
Avvento e Natale
Sabato 13 aprile 2013 - ore 21
Pasqua
Sabato 25 maggio 2013 - ore 21

Concerto nel complesso di Santa Croce
Sabato 15 giugno 2013 - ore 11

Liturgie nella Basilica di Santa Croce
6 Ottobre 2012 - 3 Novembre 2012 - 1 Dicembre 2012 - 5 Gennaio 2013 -
2  Febbraio 2013 - 2 Marzo 2013 - 6 Aprile 2013 - 4 Maggio 2013

Il Canto Gregoriano
Basilica di San Miniato al Monte
Tutti i sabati (eccetto il 1°sabato del mese) elementi del coro Viri
Galilaei cantano nella messa vespertina delle ore 17,30 e nei

I Vespri alle ore 18,30
Tempo di Natale 2012
Lunedì 24 dicembre - ore 22,30
Veglia di Natale e Messa della Notte

Martedì 25 dicembre - ore 10
Messa del giorno

mercoledì 19 dicembre 2012

22 dicembre 2012 - Visita guidata "Il sole sulla meridiana"

22 dicembre 2012
Nell'ambito di "Familiarizzare il Museo"
Visita guidata "Il sole sulla meridiana"
La presenza della meridiana a camera oscura nella suggestiva Sala delle Cicogne ci permette di osservare ancora oggi il passaggio del sole a mezzogiorno. Osserviamo questo passaggio in occasione del solstizio d'inverno.
ore 12-13 - Sezione di Zoologia "La Specola", via Romana, 17 - Firenze

Organizzazione: Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze

Per informazioni: Prenotazione obbligatoria allo 055-2346760

Programma completo: http://www.unifi.it/upload/sub/notizie/agenda/Familiarizzare%20il%20Museo_%20programma_dicembre%202012.pdf

martedì 18 dicembre 2012

21 dicembre 2012 - La notte della NON fine del mondo

21 dicembre 2012 - La notte della NON fine del mondo

Filmati, discussioni e osservazione del cielo, con Alessandro Rossi, IFAC - CNR Firenze e Marco Romoli, Dip. Fisica e Astronomia - Università di Firenze
Moderano Lapo Casetti e Franco Bagnoli, CSDC e Dip. Fisica e Astronomia - Università di Firenze

ore 21.12 - Osservatorio di Arcetri (ingresso da via Pian de' Giullari 16r)
Organizzazione: Caffè-Scienza Firenze e Associazione Astronomica Amici di Arcetri
Per saperne di più: http://www.caffescienza.it/programma-2012-2013/la-notte-della-non-fine-del-mondo

Sabato 5 Gennaio 2013 - Teatro della Pegola - Luci della Ribalta

Teatro della Pegola
Sabato 5 Gennaio Ore 15.45

Luci della Ribalta
VISITA GUIDATA PER BAMBINI E FAMIGLIE

La stanza delle luci, novità di quest’anno nel percorso museale, è il luogo privilegiato per dimostrazioni, esperimenti e aneddoti divertenti che partono dagli antichi disegni seicenteschi di Serlio e Sabbatini, per arrivare agli effetti speciali del Novecento. Per scoprire come si fa e a cosa serve la luce in teatro, un’esplorazione per tutta la famiglia.

Ingresso 6 euro, ridotto 4 euro
Info e prenotazioni museo@teatrodellapergola.com, 055 2264312

L'ex convento di San Pietro a Luco di Mugello rischia di crollare

Ricevo ed inoltro la segnalazione di un'amica del Mugello che mi ricorda le condizioni di degrado in cui si trova oggi il compesso dell'ex convento di San Pietro a Luco di Mugello. La struttura è del 1085 ed è in grosso pericolo di crollo. Riporto di seguito alcune foto delle attuali condizioni rovinose in cui si trova l'edificio, nella speranza che chi di competenza possa intervenire.

lunedì 17 dicembre 2012

La Dimora Luminosa - Proiezioni sulla Facciata di Santo Spirito

13-26 dicembre 2012 dalle ore 19 in poi

La Dimora Luminosa - Proiezioni sulla Facciata di Santo Spirito

(Foto di Roberto Di Ferdinando)

domenica 16 dicembre 2012

Modi di dire: “Grullo”

(fonte: “Il Canto dei Bischeri”)
Testo di Roberto Di Ferdinando

La famiglia Dal Borgo era una nobile famiglia fiorentina rinascimentale che aveva il proprio palazzo in via della Scala (ancora oggi visibile all’altezza dell’incrocio con via del Porcellana), originaria di Borgo San Lorenzo, da cui il suo nome, a Firenze però era spesso collegata all’espressione “grullo”. Certamente non era una piacevole associazione, tanto che tale espressione nei tempi ha assunto, seppur bonariamente, una connotazione offensiva. L’origine di quest’associazione nasce dalla celebrazione di una tradizione popolare fiorentina: lo Scoppio del Carro. Infatti il giorno di Pasqua erano due famiglie che si occupavano dell’organizzazione dell’evento: la famiglia dei Pazzi conservava le pietre focaie che dovevano dare il via alla colombina per l’innesco del Carro, mentre i Dal Borgo avevano il compito di far trainare il Brindellone con due buoi di razza chianina, dal suo ricovero di via al Prato (dove tutt’oggi è conservato:  http://curiositadifirenze.blogspot.it/2011/04/lo-scoppio-del-carro.html e http://curiositadifirenze.blogspot.it/2012/02/la-casa-del-brindellone.html ) a piazza del Duomo. I buoi erano guidati, con passo lento, da due contadini provenienti dalle terre di proprietà della famiglia Dal Borgo e questi due contadini, dall’aria dismessa, ed i due buoi spesso stonavano nel contesto elegante e severo del corteo, tanto che erano appellati come “i grulli (arrivano i grulli)” dai fiorentini che assistevano allo sfilare del corteo.
Con il termine grullo, usato molto in Firenze e Toscana, si indica una persona mogia, addormentata, di corta intelligenza. L’origine di questa parola deriverebbe dallo spagnolo “gruhla” (oca, o gru), infatti, la gru quando si posa su una sola zampa e tiene le ali basse ricorda un pollo od un uccello malato che nell’antichità nelle campagne erano indicati nella loro malattia come “grulli” o che “portavano i frasconi” (come chi porta sul groppone i rami tagliati ed ha un andatura trascinata)
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venerdì 14 dicembre 2012

La fortuna nacque dalla pipì

(fonte: Il Canto dei Bischeri), a cura di Roberto Di Ferdinando

I componenti della famiglia dei Rucellai erano membri sia dell’Arte della Lana che di quella della Seta in quanto commerciavano stoffe , ed erano i più importanti e ricchi commercianti di tessuti  del Rinascimento. Ma la fortuna di questa nobile famiglia fiorentina nascerebbe da una particolare curiosità, infatti si narra che un suo antenato, il mercante Alemanno del Giunta, nel XII secolo fosse in viaggio nelle isole Baleari e scendendo da cavallo per un bisogno fisiologico si accorse che una particolare erba selvatica a contatto con l’urina produceva una colorazione rossa. Sebbene l’utilizzo della macerazione dell’urina per il trattamento e lavorazione dei tessuti fosse praticato già dai tempi dei romani (si ricordi il motto di Vespasiano: “pecunia non olet”), Alemanno scoprì però che questi licheni del genere Rocella e Pertusaria, in seguito ad un processo chimico a contatto con l’ammoniaca (presente nell’urina) producevano un particolare ed unico colorante rosso violaceo (detto oricello) che da quel momento fu molto usato e ricercato per la colorazione dei panni di lana fiorentini. Alemanno iniziò ad importare a Firenze grandi quantità di quei licheni che presero anch’essi il nome di “oricella”. A Firenze iniziò anche una loro coltivazione appena fuori le mura, nascono così gli “Orti Oricellari”, nome che ancora oggi è rimasto nella topografia di Firenze (zona Porta a Prato). La famiglia del Giunta divenne così sempre più ricca grazie a questi miracolosi licheni ed il suo nome di trasformò prima in Oricellari e poi, ingentilito in Rucellai. Le ingenti disponibilità finanziarie della famiglia contribuirono ad arricchire il patrimonio artistico di Firenze. Nel XII secolo i Rucellai fecero costruire la loro cappella nel transetto di Santa Maria Novella, nella quale fu collocata  Maestà del senese Duccio di Buoninsegna, che prese il nome di Madonna Rucellai e che oggi si trova agli Uffizi. Nel Quattrocento, la famiglia Rucellai, con il mecenate Giovanni Rucellai incaricò l’architetto Leon Battista Alberti di progettare alcuni dei più importanti capolavori a Firenze: il Palazzo Rucellai (via della Vigna Nuova), il Tempietto in San Pancrazio, la Loggia Rucellai (tra via della Vigna Nuova e piazza Rucellai) e, soprattutto, la facciata marmorea di Santa Maria Novella.
In seguito Bernardo Rucellai fu l’ideatore delle riunioni dell’Accademia platonica nei giardini di proprietà della famiglia (gli Orti Oricellari) che videro la partecipazione anche di Niccolò Machiavelli.
Alcune curiosità: sull'architrave superiore della facciata di Santa Maria Novella vi è un'iscrizione che ricorda Giovanni Rucellai il benefattore che finanziò il rivestimento della facciata (quasi uno sponsor!) e un simbolico anno di completamento, il 1470: IOHA(N) NES ORICELLARIUS PAV(LI) F(ILIUS) AN(NO) SAL(VTIS) MCCCCLXX (Giovanni Rucellai, figlio di Paolo, anno 1470). Sempre lungo la facciata si ripete il fregio con le "vele con le sartie al vento" che è l'emblema araldico di Giovanni di Paolo Rucellai e sta ad indicare che la fortuna ha il vento in poppa. Lo stesso simbolo, è possibile notarlo sul palazzo e sulla loggia Rucellai, nonché sul tempietto del Santo Sepolcro in San Pancrazio.
La Loggia Rucellai è l'unica loggia già di una famiglia privata rimasta a Firenze, qui si celebrarono le nozze, fu realizzata per celebrare il matrimonio del 1460 fra Bernardo Rucellai e Nannina de' Medici, sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico. Nel 1677 divenne lo studio del famoso scultore Giovan Battista Foggini. Oggi, chiusa da vetrate trasparenti, ospita un esercizio commerciale.
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Basilica di Santa Maria Novella - la "vela" di Giovanni Rucellai
Via della Vigna Nuova - Palazzo Rucellai
Piazza dei Rucellai - La Loggia Rucellai
Piazza dei Rucellai - La Loggia Rucellai: la "vela" di Giovanni Rucellai

mercoledì 12 dicembre 2012

Piazza Duomo: 12 dicembre 2012 ore 16,12

Foto di Roberto Di Ferdinando

Giardino di Boboli: l'Isola

Foto di Roberto Di Ferdinando

Le "cipolle" di Piazza Strozzi

(fonte: Il Canto dei Bischeri)
Testo e foto di Roberto Di Ferdinando

Palazzo Strozzi, nell’omonima piazza, ai propri quattro angoli ha posizionati delle lanterne grandi in ferro, dei dragoni, dei porta bandiera e dei battenti. Questi lavori in ferro battuto sono opera  di Niccolò Grosso (o Niccolò di Noferi del Sodo), il fabbro artigiano più capace del Rinascimento, detto anche il “Caparra”, perché aveva l’abitudine di esigere un acconto consistente ogni volta che iniziava un lavoro nuovo. Grosso aveva anche un'altra particolarità, infatti era fonditore e battitore famoso ed apprezzato, ma, curiosamente, anche venditore di cipolle. E tale attività di venditore, non si sa se per diletto o per necessità, la svolgeva proprio nello spiazzo oggi chiamato Piazza Strozzi. Infatti, in questo luogo, prima che fosse costruito il Palazzo Strozzi, si svolgeva  il mercato ortofrutticolo della città, qui si vendevano cipolle, cocomeri, poponi, ortaggi e verdure di stagione, tanto che la piazza era chiamata “Piazza delle Cipolle”. E il mercato continuò a svolgersi anche durante i lavori per la costruzione del palazzo che Messer Filippo Strozzi aveva voluto per la sua famiglia incaricando del progetto Benedetto da Maiano e Giuliano da Sangallo. E un giorno, Filippo Strozzi, recandosi sul posto ad osservare l’avanzamento dei lavori del suo palazzo, proprio in quel mercato s’imbatte in Niccolò Grosso e nel suo banco di cipolle, e dovendo completare il suo palazzo di alcuni accessori, gli venne l’intuizione di dare l’incarico a Grosso, sicuramente dopo aver sborsato un consistente acconto, di realizzare le rifiniture in ferro. E Grosso nel realizzare le lanterne molto probabilmente s’ispirò alle sue cipolle, infatti le dotò di lunghe reste che ricordano proprio quelle delle cipolle.
Oggi le quattro lanterne poste agli angoli sono delle copie, solo quella sull’angolo verso via dei Pescioni, contiene alcune parti originali. E proprio in questo angolo manca il dragone; al suo posto una targa, collocata nel 1762, su cui è scritto l’editto che vietava la vendita sulla piazza di cocomeri, poponi e ferrivecchi, decretando la fine della “Piazza delle Cipolle”.
« Et in detto palazzo [Strozzi] per ornamento fece fare ferri di finestre mirabili e campanelle con bellissimo garbo, e similmente le lumiere su canti che da Niccolò Grosso Caparra, fabbro fiorentino furono con grandissima diligenza lavorate. (...) Né mai ha lavorato moderno alcuno di ferro machine sí grandi e sí difficili con tanta scienza e pratica. »
(Giorgio Vasari, Le Vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri)
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Palazzo Strozzi - Le "cipolle" del "Caparra"
Palazzo Strozzi - Editto del 1762 che vieta la vendita di ortaggi e frutta nella piazza

Giovedì 13 dicembre "Hall of Fame" del Calcio in Palazzo Vecchio

Giovedì 13 dicembre a Firenze saranno premiate le 11 stelle che entreranno ufficialmente nel firmamento del calcio italiano.Si svolgerà giovedì 13 dicembre alle 15 presso il Salone dei 500 a Palazzo Vecchio a Firenze la premiazione della “Hall of Fame del calcio italiano” (in diretta su RAISPORT dalle ore 16.00). Undici straordinari protagonisti del football di casa nostra entreranno a far parte della “Hall of Fame”: si tratta di Paolo Maldini (Giocatore italiano), Marco Van Basten (Giocatore straniero), Giovanni Trapattoni (Allenatore), Giampiero Boniperti (Dirigente italiano), Luigi Agnolin e Paolo Casarin (ex aequo nella categoria Arbitro italiano), Dino Zoff (Veterano italiano), Angelo Schiavio, Concetto Lo Bello, Valentino Mazzola, Nereo Rocco (Premi alla memoria). Una rosa di campioni assoluti scelti da una Commissione composta dal Presidente dell’Ussi Luigi Ferrajolo e dai direttori delle testate giornalistiche sportive nazionali: Enzo Bucchioni (Quotidiano Sportivo), Riccardo Cucchi (Responsabile Servizi sportivi “Radio Rai), Massimo Corcione (Sky Sport), Paolo De Paola (Il Corriere dello Sport), Eugenio De Paoli (Rai Sport), Matteo Marani (Il Guerin Sportivo), Andrea Monti (La Gazzetta dello Sport), Vittorio Oreggia (Tuttosport), Ettore Rognoni (Sport Mediaset).

La rosa degli undici nomi scelti quest’anno dalla Commissione vanta un palmares eccezionale: da Paolo Maldini (26 trofei tra cui 7 scudetti, 5 Champions e 3 Mondiali per club, record di presenze in Serie A e in competizioni europee per club) a Giovanni Trapattoni (29 trofei tra allenatore e giocatore, tra le altre cose 12 titoli nazionali in quattro paesi diversi, unico allenatore ad avere vinto tutte le competizioni Uefa escluso l’Intertoto), da Marco Van Basten (stella dell’Ajax e del Milan di Sacchi poi, campione europeo con l’Olanda nell’88, per tre volte Pallone d’Oro) a Dino Zoff (unico Azzurro ad aver vinto un Mondiale nel ’82 e un Europeo nel ‘68, protagonista di tanti trionfi con la Juventus e poi un formidabile percorso da allenatore); meno recenti, ma altrettanto straordinari, sono i successi di Giampiero Boniperti, prima attaccante e poi Presidente della Juventus, quelli del “Paròn” Rocco, che introdusse in Italia il catenaccio e regalò al Milan 5 trofei in Italia e altrettanti tra Coppe Europee e Intercontinentali, quelli di Angelo Schiavio, autore del gol del 2-1 alla Cecoslovacchia nella finale mondiale del ’34, o ancora quelli di Valentino Mazzola, uno dei protagonisti del Grande Torino, scomparso a Superga il 4 maggio del ’49. Numerose finali europee, infine, possono vantare i tre arbitri che fanno parte del gruppo, Agnolin, Casarin e lo scomparso Lo Bello.

Dopo la premiazione la cerimonia proseguirà al Museo del Calcio, dove nel dicembre 2011 è stata aperta la “Hall of Fame” del calcio italiano, con lo scopo di celebrare e ricordare le figure maggiormente rappresentative ed emblematiche della tradizione del calcio di casa nostra. Ne fanno parte, dallo scorso anno: Michel Platini (giocatore straniero), Roberto Baggio (giocatore italiano), Marcello Lippi e Arrigo Sacchi ex aequo (allenatore italiano), Adriano Galliani (dirigente italiano), Pierluigi Collina (arbitro), Gigi Riva (veterano italiano) indicati dalla giuria come premi annuali 2011; Giuseppe Meazza, Giovanni Ferrari, Silvio Piola, Gaetano Scirea, Artemio Franchi, Ottorino Barassi, Vittorio Pozzo, Enzo Bearzot, Ferruccio Valcareggi, Fulvio Bernardini, Giovanni Mauro, quali premi alla memoria.
(testo tratto da: http://www.vivoazzurro.it/it/news/hall-fame-2012-le-premiazioni)

martedì 11 dicembre 2012

Giovedì 13 dicembre, ore 18.00 - presentazione del volume: OCEANO ARNO, I NAVIGATORI FIORENTINI di Niccolò Rinaldi

I NAVIGATORI ALLE MURATE
con la presentazione del volume
OCEANO ARNO, I NAVIGATORI FIORENTINI di Niccolò Rinaldi

Caffè delle Murate
con accesso da Via dell'agnolo e da Via Ghibellina
giovedì 13 dicembre, ore 18.00

Interventi:
Niccolò Rinaldi, I navigatori che hanno fatto grande Firenze nel mondo
Mauro Marrani, Amerigo Vespucci e la conquista della conoscenza
Maurizio Maggini, Giovanni da Verrazzano e la scoperta del Nord America
Sandra Marraghini, La scoperta o la riscoperta del nuovo mondo?
Maria Alberti, Amerigo nell’Olimpo

13-26 Dicembre - DIMORA LUMINOSA

13-26 DICEMBRE

"DIMORA LUMINOSA” - BASILICA DI S. SPIRITO - “MOSAICO DIGITALE”

Dalle ore 19 spettacolare videoproiezione in 3D mapping sulla
facciata della chiesa, omaggio a Mario Mariotti
e contest aperto a tutti.

lunedì 10 dicembre 2012

Domenica 23 Dicembre - Visita guidata al Teatro della Pergola e al Corridoio Vasariano

DOMENICA 23 DICEMBRE

H: 10.00

Visita guidata al Teatro della Pergola e al Corridoio Vasariano

PERGOLA
Avventurarsi nei luoghi che furono una volta sede della "Città del Teatro", attraverso il Vicolo delle Carrozze, il Pozzo, la Stanza dei Nomi, la Sala e il Palcoscenico, fino al leggendario Primo Camerino, diventa sempre più facile. Un viaggio unico al mondo nei misteri della scena all’interno di uno dei teatri più antichi del mondo. Un viaggio che svela non solo la storia di uno degli edifici più suggestivi in città ma dell’arte teatrale stessa.

VASARIANO
I volti degli artisti autoritratti, un vero incontro faccia a faccia con i talenti del passato, lo sguardo di Vasari, di Andrea del Sarto, di Bernini e molti altri.
Un itinerario tra personaggi che hanno fatto la storia dell’arte italiana, presentato dalla guida che ti assisterà per tutto il percorso.

Acquistabile solo on line al seguente indirizzo: http://www.boxol.it/Cultura/IT/Cultura-Dettaglio-Evento.aspx?E=60152


>DOMENICA 23 DICEMBRE

H: 10.15; 11.15; 12.15

Visita guidata storica

Un viaggio unico al mondo nei misteri della scena all’interno di uno dei teatri più antichi del mondo: questo è il percorso museale della Pergola. Un itinerario che svela non solo la storia di un edificio ma dell’arte teatrale stessa. Partendo dagli ambienti dell’antica città ottocentesca (il Vicolo delle Carrozze, il Pozzo, la Stanza dei Nomi, la Salita dei Cavalli) attraversa il teatro attualmente utilizzato: il sontuoso Saloncino, il Foyer, la Sala e il Palcoscenico, fino al leggendario Primo Camerino della Duse; per terminare sotto la platea del Teatro ad ammirare i meravigliosi oggetti lì custoditi.


AcquistoTeatro della Pergola, via della Pergola 18, 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com
Orario: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30
Acquisto on line http://www.boxol.it/cultura/IT/Cultura-Dettaglio-Evento.aspx?E=60374
Prenotazioni museo@teatrodellapergola.com , 055 2264312

Alighieri (Dante), origini (forse) di un cognome

(fonte: Dizionario dell’Arno)

Testo di Roberto Di Ferdinando

Dante Alighieri è il sommo poeta fiorentino che con Firenze ebbe però un rapporto difficilissimo tanto da morire in esilio ed essere sepolto a Ravenna, dove ancor oggi le sue spoglie riposano lontane dalla sua città natale. Dante oggi è anche un nome scarsamente diffuso tra i fiorentini, ed anche il suo cognome vive ancora oggi grazie a pochissime famiglie fiorentine. Ma qual è l’origine di questo famoso cognome? Non vi sono certezze, ma due ipotesi. Una si rifà alla voce di origine germanica che indica un’asta di legno munita di uncini di ferro, utilizzata per governare gli ormeggi delle barche fluviali, quindi un nome legato alle attività svolte lungo il fiume Arno, un’altra, invece, più attendibile, fa risalire l’etimologia del cognome al giro di parole: “aldi della ghiera”, cioè all’espressione per indicare i servi della gleba che erano impiegati a difendere le campagne intorno a Firenze.
RDF

giovedì 6 dicembre 2012

Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze - Mostra: La porti un bacione a Firenze. Gli anni Trenta tra Moda, Riviste e...

La porti un bacione a Firenze. Gli anni Trenta tra Moda, Riviste e...
Fino al 27 gennaio 2013

Gli anni Trenta alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Dall'10 novembre 2012 al 27 gennaio 2013 la mostra “La porti un bacione a Firenze. Gli anni
Trenta fra moda, riviste e caffè letterari”, a cura di Silvia Alessandri, Sergio Marchini, Lucia
Milana, Micaela Sambucco, Fulvio Stacchetti, Daniela Vanzi, propone un'immersione nella vita di
Firenze in un decennio che ha cambiato la storia del nostro paese e non solo.
Corollario e commento alla mostra in corso a Palazzo Strozzi, “Anni Trenta. Arti in Italia oltre il
fascismo”, l'esposizione della BNCF invita il visitatore in un viaggio in cui, con l'esposizione di
circa duecento documenti dai suoi preziosi fondi, si testimonia il fermento di un decennio fra i più
fertili per Firenze. Il materiale esposto, fra riviste, fotografie, giornali, rare prime edizioni, incisioni,
cataloghi di esposizioni, annuari di circoli e società data dal 1929 al 1940. C'è il primo numero di
“Topolino”, uscito a Firenze il 31 dicembre 1932 per i tipi della casa editrice Nerbini, c'è un
documento prezioso come il dattiloscritto del libretto della “Sacra rappresentazione di Santa Oliva”,
andato in scena nel corso del primo Maggio Musicale (1933), dove la penna di Ildebrando Pizzetti
schizza una sequenza di note che sono la prima ispirazione delle musiche di scena dello spettacolo.
Sempre dal Fondo Pizzetti, un manoscritto autografo del 1935 di “Appunti e scarti dell''Orseolo'”,
commissionato al compositore per il secondo Maggio Musicale. Ma c'è spazio anche per la musica
leggera, con lo spartito del “Bacione” di Spadaro (1938), oltre che di “Firenze”, del 1929, riprodotto
nella locandina della mostra.
Importante il capitolo delle riviste di cultura, che proprio a Firenze conobbero una sbalorditiva
fioritura e dove gli intellettuali si scambiavano bordate di furibonde polemiche: da Pegaso, a Pan, a
l' Universale di Berto Ricci, al Frontespizio del cattolico Piero Bargellini.
Ma ci sono anche le riviste femminili, con la moda per le nuove donne del trentennio, la letteratura
per ragazzi, oltre che le riviste di architettura, a documentare le nuove tendenze che si andavano
affermando. Infine, una significativa selezione di prime edizioni, incluse molte opere prime di
scrittori come Gadda. Si passa così, anno dopo anno, dalle frivolezze decò di una rivista come “Il
13” alla cupezza della tragedia incombente. Già nel 1938, in seguito alle leggi razziali emanate il 6
ottobre, sono espulsi dall’Università di Firenze, tra gli altri, Federico Cammeo, Enrico Finzi,
Ludovico Limentani, Renzo Ravà, Attilio Momigliano, mentre un testimone sagace di quella
stagione che correva verso un sanguinoso epilogo, Eugenio Montale, è allontanato dalla direzione
del Gabinetto Vieusseux per motivi politici. Ecco quindi nel 1940 il discorso di Alessandro
Pavolini: “Ogni soldato e' fascista, ogni fascista e' soldato. Discorso tenuto ai fascisti e al popolo di
Firenze il 31 Dicembre 1940”. Mentre, quasi un sipario che si chiude, esce nello stesso anno
l'ultimo numero della rivista “Princìpi” di Giorgio La Pira, attaccato violentemente sulle pagine de
“Il Bargello”. All'interno della mostra sarà inoltre ospitata una sezione, curata da Stefania Ricci,
dedicata alle calzature di Salvatore Ferragamo: “Anni '30. Le scarpe di Salvatore Ferragamo”,
ulteriore testimonianza della moda di quegli anni nelle creazioni di un genio che lanciò il made in
Italy anche oltre Oceano.
Ma c'è un altro importante protagonista dell'esposizione, l'edificio stesso della Nazionale. Opera
dell'architetto Cesare Bazzani, è inaugurato da Vittorio Emanuele II il 30 ottobre 1935, nello stesso
giorno in cui inaugura anche la nuova Stazione ferroviaria firmata da Giovanni Michelucci,
Pierniccolò Berardi, Italo Gamberini, Sante Guarnieri, Leonardo Lusanna. Annota la piccante penna
di Montale: “Abbiamo finalmente una grande stazione ferroviaria, moderna, razionale, cubista, con
affreschi, statue etc. E’ diventata subito la mèta di un enorme pellegrinaggio popolare. La bandiera
che pende sopra è lunga 28 metri e solo il simun del deserto potrà farla sventolare. C’è anche la
nuova biblioteca Nazionale sui lungarni, con lusso di elevators, posta pneumatica ecc e orribile
architettura 1880”.
(comunicato stampa della mostra)


Una volta al mese, a partire da mercoledì 21 novembre alle 17.30, il professor Ulisse Tramonti
dell'Università di Firenze condurrà i visitatori prenotati a una visita guidata dell'edificio e ai suoi
arredi. Per le date consultare il sito internet della Biblioteca.
La porti un bacione a Firenze. Gli anni Trenta tra moda, riviste e caffè letterari
10 novembre 2012 - 27 gennaio 2013, Biblioteca nazionale Centrale Firenze. Ingresso libero
Orario: lunedì – venerdì dalle 9 alle 12 e30 e dalle 15 alle 18,30; sabato dalle 9 alle 12,30.
Sala Dante, Sala Galileo.
Info: manifestazioni.culturali@bncf.firenze.sbn.it, tel: 055 24919 257, 24919 201
www.bncf.firenze.sbn.it


Giovedì 13 dicembre, ore 17,30 - Presentazione libro: La Bancarella di Porta Romana

Giovedì 13 dicembre, ore 17,30
Caffè Petrarca Piazzale di Porta Romana, 6/r - Fi
La Bancarella di Porta Romana
Le Storie a cura di Roberto Giacinti
con la partecipazione di Dario Nardella
Vicesindaco e Assessore allo Sviluppo Economico e allo Sport
Saranno presenti gli autori
Seguirà rinfresco

mercoledì 5 dicembre 2012

Concerti al Museo - IL TEMPIO DELLE MUSE

IL TEMPIO DELLE MUSE

Programma II
edizione 2012-2013

9 dicembre 2012 ore 11
Museo di Storia Naturale -Sezione Zoologia, Sala degli scheletri
Via Romana, 17
Oggi cadono le foglie
PETRALANA Tommaso Massimo (voce e chitarra)
Marco Gallenga (violino)
Richard Cocciarelli (batteria)

16 dicembre 2012 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione Antropologia, Aula
Via del Proconsolo, 12
Concerto di Natale
Orchestra dell'Università degli Studi di Firenze
Direttore d'orchestra e violino concertatore: Marco Papeschi

13 gennaio 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione Geologia e Paleontologia, Sala Strozzi
Via La Pira, 4 
I sapori della musica - Il vino (bollicine)
Trio Bacco
Stefano Margheri (flauto)
Carlo Mascilli (chitarra)
Marco Papeschi (violino)
con un commento storico-artistico di Stefania Vasetti
Al concerto seguirà un piccolo aperitivo con degustazione di vini offerti da Marchesi de' Frescobaldi

27 gennaio 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione Mineralogia e Litologia, Sala Strozzi
PIETRO ADRAGNA ENSEMBLE
Pietro Adragna (fisarmonica)
Sergio Odori (percussioni)
Cosimo Ravenni (contrabbasso)

10 febbraio 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione Zoologia, Sala degli Scheletri
Via Romana, 17
Morfologia e altre storie, in acustico
TRAIN DE VIE
Andrea Landi (chitarre e voce)
Eleonora Vignozzi (flauto traverso e cori)
Cosimo Romagnoli (violoncello e pianoforte)

24 febbraio 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione Antropologia, Sala del Caminetto
Via del Proconsolo, 12
Tapping on the right stride (Ticchettando alla giusta andatura)
TACCO & PIRRO
Ernesto Tacco: tap dance, voce
Piergiorgio Pirro: piano

10 marzo 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione Mineralogia e Litologia, Sala Strozzi
Via La Pira, 4
C'era una volta l'Italia
Fabrizio Checcacci (voce)
Saverio Lanza (chitarra)

24 Marzo 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione di Antropologia, Sala del Caminetto
Via del Proconsolo, 12
I sapori della musica - Incontro con Johann Sebastian Bach, la Ciaccona e la storia del cioccolatino
Marco Papeschi (violino)

14 Aprile 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale -Sezione di Zoologia "La Specola" - Giardino (in caso di pioggia il concerto si svolgerà nella Sala degli Scheletri)
Via Romana, 17
Concerto di primavera
Orchestra dell'Università degli Studi di Firenze
Direttore d'orchestra e violino solista: Marco Papeschi

Programma estivo Maggio - Giugno 2013:

19 Maggio 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale -Sezione Orto Botanico, Giardino dei Semplici (in caso di pioggia il concerto si svolgerà nelle serre) Via Micheli, 3
PSP (Percussions & strings project)
Daniel Rojas (chitarra)
Ettore Bonafè (percussioni)

2 giugno 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione di Antropologia, Cortile
Via del Proconsolo, 12
I sapori della musica - Alla corte del tè con "Dante e dintorni..."
Gianmaria Vassallo

16 Giugno 2013 ore 11
Museo di Storia Naturale - Sezione di Zoologia "La Specola" - Giardino (in caso di pioggia il concerto si svolgerà nella Sala degli Scheletri)
Via Romana, 17
Concerto estivo
Orchestra dell'Università degli Studi di Firenze - Concerto estivo
Direttore d'orchestra e violino
solista: Marco Papeschi

Il Tempio delle Muse è organizzato dall'Orchestra dell'Università degli Studi di Firenze in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell'Università degli Studi di Firenze e con il patrocinio della Provincia e del Comune di Firenze. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di UNICOOP Firenze. Si ringrazia Marchesi de' Frescobaldi Società Agricola S.r.l. per i vini offerti.

Attività artistiche e spettacolari di Ateneo
Delegata del Rettore: Teresa Megale
Segreteria organizzativa: Irene Gulminelli e Francesca Dell'Omodarme
Orchestra dell'Università degli Studi di Firenze e Direttore artistico de Il Tempio delle Muse Marco Papeschi
Informazioni Utili:
L'ingresso ai concerti è gratuito.
Prenotazione obbligatoria a causa dei posti limitati per il concerto del 24 marzo nella Sala del Caminetto della Sezione di Antropologia (scrivere a tempiodellemuse@gmail.com)
Costo biglietto Museo di Storia Naturale: € 6
Possibilità di visita guidata (compresa nel costo del biglietto) alla sezione del Museo che ospita il concerto.

La visita inizierà 10 minuti dopo il termine del concerto e avrà durata di 30 minuti circa. Prenotazione obbligatoria presso la biglietteria la mattina stessa dell'evento.

Per i Soci UNICOOP:
Possibilità di prenotazione al concerto con garanzia del posto e
alla visita guidata dopo il concerto scrivendo a tempiodellemuse@gmail.com o telefonando al 331 8762068 (dalle ore15 alle 18 dal un. al ven. e dalle ore 10 alle ore 12  del sab.) Con l'esibizione della tessera COOP riduzione di € 3 sul costo del biglietto di ingresso alla sezione del Museo che ospita l'evento.

Per informazioni:
tempiodellemuse@gmail.com
spettacolo@unifi.it
http://www.msn.unifi.it/Article697.html

8 dicembre 2012 - Visite guidate al Torrino de "La Specola"

8 dicembre 2012
Visite guidate al Torrino de "La Specola" (rivolto ad adulti)

Nell'ambito di "Familiarizzare il Museo", uno sguardo sul passato astronomico di Firenze in un viaggio tra scienza ed arte, attraversando ambienti molto suggestivi e osservando preziosi strumenti alla scoperta di una delle discipline più antiche.

due visite guidate ore 10,30 e 11,30
Sede: Sezione di Zoologia "La Specola", Via Romana, 17 - Firenze
Organizzazione: Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze

Programma completo dicembre: http://www.unifi.it/upload/sub/notizie/agenda/Familiarizzare%20il%20Museo_%20programma_dicembre%202012.pdf

martedì 4 dicembre 2012

Luci di Natale

8 dicembre
ACCENSIONE ALBERO DI NATALE
PIAZZA DUOMO – ORE 17
Appuntamento con l’emozionante accensione delle luci dell’albero di Natale in piazza Duomo

9 dicembre
TRACCE DI LUCE - SU TRACCE DI STORIA
Dalle ore 17 un percorso scenografico luminoso tra alcune
curiosità del centro di Firenze: dal profilo di Michelangelo su
Palazzo Vecchio alla testa della Berta sulla chiesa di S. M.
Maggiore, al diavolo di Palazzo Vecchietti, al ritratto di Dante in
via Santa Margherita.
E al ponte Santa Trinita riflessi di luce sull’Arno.

Domenica 9 dicembre, ore 10.30 - Visita guidata al Museo di San Marco

Domenica 9 dicembre, ore 10.30 - Piazza San Marco 3 - Firenze

Visita guidata al Museo di San Marco

Un viaggio alla (ri)scoperta di questo eccezionale museo-monastero, capolavoro del grande architetto Michelozzo che lo ricostruì intorno alla metà del XV sec. su incarico di Cosimo il Vecchio che voleva espiare il peccato di usura. Al suo interno si trova la più importante collezione al mondo delle opere sia su tavola che ad affresco del Beato Angelico, il quale visse nel monastero per un certo periodo: al primo piano si possono infatti visitare le 43 celle dei frati affrescate dall'Angelico e dai suoi allievi, tra cui anche Benozzo Gozzoli, con storie tratte dalla Vita e dalla Passione di Cristo.

Durata della visita 2 ore.
Prenotazione obbligatoria allo 055-5520407 o a turismo@archeologia.it
Biglietto di ingresso al Museo 4 €, gratis under 18 e over 65.
Prezzo 12 €, speciale soci Coop 10 €, bambini  8 €.

Ente organizzatore:
Cooperativa Archeologia
.http://www.archeologia.it/turismoculturale/

lunedì 3 dicembre 2012

Sabato 8 dicembre ore 21 - Palazzo Vecchio, una finestra sulla storia di Florentia

Sabato 8 dicembre ore 21
Palazzo Vecchio, una finestra sulla storia di Florentia

Un’affascinante visita guidata per ripercorrere 1500 anni di storia in un solo luogo, la storia di Firenze raccontata attraverso le articolate stratificazioni di questo palazzo: si inizierà con la visita allo scavo archeologico del teatro romano e dei livelli medievali, per passare poi a illustrare la storia di Piazza della Signoria e degli ampliamenti del palazzo e alla visita dei quartieri monumentali.
La visita costituisce un eccezionale excursus sulla storia della città di Firenze: nell’area in cui sorge il Palazzo e nell’antistante Piazza della Signoria si concentrano infatti testimonianze che vanno dal periodo di fondazione della città romana, impiantata tra il 30 e il 15 a.C., fino agli interventi attuali.

In collaborazione con
Musei Civici Fiorentini
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Durata della visita  3 ore
Prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni
055-5520407
turismo@archeologia.it

sabato 1 dicembre 2012

Il battello progettato da Brunelleschi

(Fonte: Dizionario dell’Arno) Testo di Roberto Di Ferdinando

Con la parola “badalone” si indica il leggio girevole, grosso ed alto, che solitamente si trova al centro dei cori delle chiese e su cui è disposta la partitura dei canti gregoriani. Tale nome trae origine da “badiale” cioè un oggetto molto grande ed anche ingombrante. E proprio badalone fu chiamato, per le sue dimensioni, un battello progettato da Filippo Brunelleschi che ne pagò anche le spese per la sua realizzazione. Questo progetto nacque dall’esigenza di trasportare i marmi di Carrara lungo l’Arno da Pisa a Firenze per la costruzione del Duomo. Fino allora il trasporto dei marmi sui tradizionali battelli era stata troppo oneroso e richiedeva molto tempo tra imbarco e sbarco, oltre all’alto rischio che i materiali durante lo sbarco si potessero rovinare. Così Brunelleschi decise di progettare un battello capace di trasportare fino a tre tonnellate di materiali e la curiosa particolarità di tale imbarcazione era il fatto che questa era dotata anche di ruote a pale che le permettevano, una volta giunta a destinazione, di essere trainata a secco e giungere direttamente sul luogo del cantiere senza che il materiale che trasportava dovesse prima essere sbarcato. Brunelleschi pagò di tasca sua il progetto e la realizzazione di questo battello. Il costo fu di mille fiorini d’oro, una spesa enorme per quel periodo. Nel 1421 il battello fu varato ed il suo battesimo in acqua non fu fortunato, infatti, al primo viaggio naufragò presso Empoli per colpa di una piena e facendo perdere così  1.000 libbre fiorentine di merce. Il badalone e il materiale non andarono completamente persi, infatti, lo stesso Brunelleschi finanziò le operazioni di recupero. Il badalone nonostante il tragico debutto, ritornò operativo. Si pensa che lo stesso Leonardo da Vinci abbia analizzato il progetto del badalone di Brunelleschi riprendendolo in alcuni suoi studi  e disegni.
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