mercoledì 17 agosto 2011

Modi di dire: “Bucaioli c’è le paste!”


Testo di Roberto Di Ferdinando
L’espressione gergale “Bucaioli c’è le paste!”, negli anni recenti ha assunto impropriamente una valenza volgare, alcune estati fa divenne perfino un tormentone becero tra i giovani fiorentini, eppure tale espressione trae origine dalla più classica tradizione popolare fiorentina. Bucaioli infatti erano chiamati i renaioli, coloro che raccoglievano la rena dal fondo dell'Arno. I renaioli ogni giorno andavano con una barca apposita, dal fondo piatto, in un punto del fiume, la bloccavano ad un palo ancorato nell'alveo, e, mediante una particolare pala di legno, munita di un lungo e robusto manico che poteva arrivare alla lunghezza di 5 metri, raschiavano il fondo del fiume per raccogliervi la rena ad uso edile. Quando l’Arno era in secca, tale operazione si poteva svolgere anche a “secco”, senza l’utilizzo di un’imbarcazione, direttamente sulle rive del fiume. Rimuovendo la rena si formavano così sul fondale dei buchi, da qui l’appellativo “bucaioli”.
Questo continuo esercizio di alzare dall'alveo del fiume le tante palate di rena bagnata faceva diventare il lavoro dei renaioli molto faticoso e dispendioso di energie. Quindi, i renaioli necessitavano di una particolare alimentazione, oggi diremmo ipercalorica. Così, a mezzogiorno, la moglie di ciascun renaiolo si recava sull'argine a fare la cuoca e, quasi sempre utilizzando un’unica grande pentola, preparava il menù del giorno: pastasciutta al sugo di pomodoro, trippa alla fiorentina, panzanella di pane, cipolle rosse e vino rosso. Quando il piatto del giorno era pronto la cuoca si avvicinava al limite dell'argine e rivolta ai renaioli gridava: "BUCAIOLI C'E’ LA PASTA",  e subito un barcaiolo di turno si muoveva a raccogliere i vari renaioli per portarli a riva, alla mensa.
Alle volte i renaioli portavano con loro una caratteristica zucca gialla, che vuotata internamente ed incamatrata, era utilizzata per raccogliere i pesci d'Arno appena pescati che servivano per integrare il consueto pranzo oppure erano venduti, divenendo così un'altra fonte di guadagno.
RDF

8 commenti:

  1. Io invece sapevo che questo modo dire derivava dal richiamo che i ristoratori ambulanti usavano all'ora di pranzo per avvertire i venditori delle buche del mercato di San Lorenzo,da qui il l'appellativo "bucaioli"

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  2. Grazie Quaver18 per commentare i miei post. Grazie mille, e grazie per avermi segnalato un'altra origine di questa espresione. Non la sapevo. Grazie e serena giornata.
    Roberto

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  3. su te la do io firenze praticamente ti han copiato pari pari l'articolo

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    1. Grazie per la segnalazione, è vero...hanno fatto un proprio copia e incolla...

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