mercoledì 26 luglio 2017

Tramonto fiorentino

Foto di Roberto Di Ferdinando


Proverbio Toscano del Giorno

"Preti, frati, monache e polli non si trovano mai satolli"

martedì 25 luglio 2017

Profilo inedito di Cosimo I

“[…] Cosimo I, che restaurò il ramo cadetto della dinastia dopo la caduta della Repubblica e l’assassinio di Alessandro, possedeva la freddezza e l’astuzia felina della tribù. Suo padre, Giovanni dalle Bande Nere, a giudicare dalla brutta statua  del Bandinelli davanti a San Lorenzo, somigliava a un gatto selvatico ammiccante o a un leone di montagna. Fisicamente Cosimo prese da lui, ma non eredità nulla della sua audacia e del suo nobile  impeto. Gatto domestico e crudele a caccia di topi (quando volle avvelenare Pietro Strozzi provò i veleni sui prigionieri del bargello e fece assassinare Lorenzino dai suoi agenti di Venezia con un pugnale avvelenato), fu un tassatore spietato e un puritano feroce. Durante il suo tetro regno furono votate aspre leggi contro la sodomia e la bestialità; egli volle circondarci di una corte casta, ponendosi a modello per la sua cronica fedeltà alla consorte Eleonora di Toledo. Non si fidava dei fiorentini e per i traffici politici di corridoio si valse del seguito spagnolo della moglie: lo zio di lei, fratello del Viceré di Napoli, e vari prelati. Lo storico Segni (che non parteggiava per i Medici) scrisse:<<Egli certo infra molte sue virtù aveva quella della temperanza. Nel modo del suo governo era inviolabile nelle esecuzioni della giustizia, ma non già troppo risoluto, però dava udienza poco e negoziava per via di suppliche>>. Il Segni prosegue dicendo che Cosimo spese cifre favolose in ufficiali, spie, spagnoli, e donne che <<accudissero a Madama>>, e in seguito ad accrescere il numero di guardie per sé e delle spie degli altri. Pure, fu proprio questo casto e circospetto governatore a radunare la raccolta di allusive sculture del Cellini e del Bandinelli, ora esposte al terzo piano del Bargello: una leda, due Ganimedi, un Narciso e un Giacinto. E si racconta la storia spaventosa di una scena vissuta dal pittore di corte Vasari, in una sala di Palazzo Vecchio, che il Granduca lo aveva incaricato di affrescare. Un caldo giorno d’este vasari stava in piedi su un’impalcatura a dipingere il soffitto quando vide la figlia id Cosimo, Isabella, entrare nella stanza, buttarsi sul letto e poi addormentarsi. Mentre la fanciulla dormiva, entrò d’improvviso nella stanza il Duca Cosimo e a un tratto il vasari udì un grido terribile proveniente dal eletto. Dopodiché prosegue il racconto, egli non guardò più da quella parte ma fu costretto a restare nascosto sul soppalco, non sentendosi più disposto a dipingere per quel giorno.
Questo racconto, narrato da un cronachista più tardo, e probabilmente inventato, ha tuttavia nella sua succinta brevità il suono del vero.
[…]”
(Mary McCharthy, Le pietre di Firenze, 1956)

Fino al 17 settembre - Orto Botanico: Rose e foglie, su una linea di silenzio

La cornice storica delle Serre dell’Orto Botanico di Firenze ospita dal 9 giugno al 17 settembre 2017 le opere di Sergio Gagliolo con una personale dagli anni ’60 al presente.

La mostra, ideata e curata da Elisabeth Veermer propone un panorama di trentacinque opere che convivono in silenziosa sintonia, gettando macchie infiammate di color bougainville sul chiaro dei muri, alternandosi con l’avorio prezioso dei roseti e con il verde robusto degli ulivi che hanno riempito gli occhi di Gagliolo in tutte le stagioni, davanti alle finestre del suo studio sulle colline sopra Bordighera, partendo dal primo dipinto “Foglie” del 1961, uno dei preferiti di Ennio Morlotti, ad alcune tele di collezioni private degli anni ‘80 e ‘90 fino ad opere più recenti dell’atelier dell’artista.

Nel corso di oltre sessanta anni di pittura Sergio Gagliolo, artista di Bordighera, amico stretto di Ennio Morlotti, Francesco Biamonti e Giulio Einaudi, si è concentrato sulla dinamica benefica tra la terra, la vegetazione e il cielo, attribuendo alla sua arte un valore etico prima che poetico.

Alla svolta di un’epoca, suona quasi d’avanguardia quando un artista tenta di dare esauriente risposta alla domanda quanto un paesaggio sia capace di tradursi in arte, di offrire una bellezza nascosta, un’armonia silenziosa, persino felicità.

Il rapporto di Gagliolo con la Liguria di Ponente, con la terra del confine e con la sua materia reale, è di una delicata simbiosi.

Oltre alla vegetazione, egli predilige elementi ricorrenti come la pietra, il legno, gli anfratti di una fisicità architettonica all’origine di una cultura contadina. Eppure, si percepisce la loro logica concettuale, la sospensione che ferma il tempo, invitando ad un modo diverso di osservare la natura, di ripensarla.

Alla ricerca eterna del principio unitario che governa le opere dell’uomo e della natura, Gagliolo si affida al linguaggio dell’arte che lo incoraggia a perseverare nel suo ostinato percorso.

Le rose, i muschi, gli ulivi, i cespugli sono quelli di un tempo, ma la sua pittura, con uno sguardo che va oltre, apre a nuovi registri di conoscenze incrociate tra la botanica e l’antroposofia.

La mostra ha il patrocinio del Consiglio Regionale della Regione Toscana e del Comune di Firenze.

Gagliolo nasce a Bordighera nel 1934. Giovanissimo, frequenta lo Studio del Pittore Enzo Maiolino e più tardi i corsi di pittura presso l’Accademia diretta dal pittore Giuseppe Balbo in Bordighera. Nel 1953 frequenta un breve corso di nudo presso l’Accademia di Brera a Milano.
 Negli anni Settanta è al Piccolo Teatro di Milano, conosce Giorgio Strehler e Virginio Puecher, ma è a Roma che realizza bozzetti di scenografia per un’allieva che frequenta il corso di regia all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico. Il soggetto dei bozzetti è “Alle cinque della sera” di Garcia Lorca.

Nel 1960 conosce il pittore lombardo Ennio Morlotti e tra i due nasce un rapporto di lunga amicizia e di stima. Morlotti negli ultimi anni frequentava spesso lo studio di Gagliolo e molte volte capitava che i due andassero a dipingere insieme in aperta campagna.

Dal 1974 al 1985 ha lo studio a Milano, in via Correggio 12. Attualmente, vive e lavora a Vallebona, incorporando la memoria storica della vita artistica ancora fiorente nella metà del Novecento ai confini della Liguria del Ponente.

Sergio Gagliolo ha partecipato a numerose esposizioni collettive in Italia tra cui Albisola, Aqui Terme, Busto Arsizio, Campobasso, Napoli, Sanremo, Parma, Reggio Emilia, Siculiana, Siracusa, Ventimiglia e all’estero come a Monte Carlo, Nizza, Düsseldorf, negli Emirati Arabi.  Le sue opere s trovano in collezioni private e pubbliche, tra cui a Scicli, Spoleto, Napoli, Bordighera.



Informazioni e prenotazioni
9 giugno – 17 settembre 2017 lunedì, martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, 10-19. Chiusura: mercoledì
Sede:
  
Orto Botanico, via Micheli 3 Firenze
Organizzazione:
  
Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze

  
Il biglietto di € 3 include l’accesso all’Orto Botanico

25 Luglio - le Murate - AZULEJOS DANZA

MARTEDI' 25 LUGLIO


    h 21:30 Danza

AZULEJOS DANZA
Flamenco Contemporaneo Orientale con Ivana Caffaratti e Manuela Rapi.
Partendo dalla loro esperienza in vari generi di danza, le due danzatrici presentano un mosaico di danze che richiama culture diverse unite da un filo conduttore, un percorso nello spazio e nel tempo, dall?Asia alla Spagna attraverso il mondo arabo, che approda ad una visione contemporanea della Danza in cui i confini geografici e quelli stilistici si fanno sempre più sottili.
AzulejosDanza è composto da due danzatrici professioniste, una argentina e l?altra italiana, che iniziando tutt'e due da piccole con la danza classica in paesi lontani tra loro, hanno seguito percorsi diversi per incontrarsi poi a Firenze nell'ambito della Danza Araba dove hanno creato il Flamenco Contemporaneo Orientale, frutto della fusione delle loro esperienze nei vari generi di danza.

Ivana Caffaratti. Nata in Argentina, laureata in Psicologia all'Università Autonoma di Madrid, studia Danza Classica nel Teatro General San Martin a Cordoba, Argentina (1985-1990). Scopre la Danza Orientale nel 1997. Attualmente è danzatrice professionista ed insegnante a Firenze dove tiene corsi per tutti i livelli. Collabora con diversi gruppi musicali ed artisti in Italia ed in Spagna. Si dedica attivamente alla Danza Contemporanea e partecipa regolarmente a seminari di Danze Sacre di Gurdjieff, lavorando sulla coscienza e presenza a livello fisico, emozionale e intellettuale. Insegnante di Yoga diplomata presso l'Associazione Yoga Tradizionale di Swami Ambikananda Saraswati nel 2012.

Manuela Rapi. Danzatrice professionista e maestra di Flamenco, Danza Espressiva Araba®, classico spagnolo, Gypsy e Flamenco-Arabo. Laureata in Lettere a Firenze, insegna Flamenco dal 1995. Attualmente tiene corsi e stage di Flamenco Nuevo, scrive su riviste del settore e di Cultura Contemporanea e studia danza contemporanea. Ha studiato danza classica sin da piccola e si è formata per la danza spagnola nella più prestigiosa Accademia Flamenca madrilena e successivamente a Siviglia. Dopo il debutto al Teatro Rinnovati di Siena ed al Festival di San Gimignano nel 1991 con la Compagnia Italiana di Balletto Spagnolo di J. Fernando Hiram, danza nei principali festival, piazze e teatri toscani in gruppo e come solista. Dal 2005 si dedica anche alla Danza Orientale ed al Flamenco-arabo.
https://plus.google.com/u/1/+AzulejosDanzaflamencoriental
Caffè Letterario °Le Murate
Piazza delle Murate, Firenze
caffeletterario@lemurate.it
(+39) 055 2346872
www.lemurate.it

Proverbio Toscano del Giorno

"Ognuno patisce del suo mestiere"

lunedì 24 luglio 2017

sabato 22 luglio 2017

22 luglio - Botanica / Deproducers a ingresso libero e concerto all’alba di Cesare Picco Ultima notte al Musart Festival di Firenze

BOTANICA
DEPRODUCERS
Gianni Maroccolo, Max Casacci, Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia
Con la consulenza scientifica del Prof. Stefano Mancuso
Sabato 22 luglio 2017 - ore 21,15
Musart Festival – piazza SS Annunziata – Firenze
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni www.labuonapianta.it - www.musartfestival.it

CESARE PICCO
Domenica 23 luglio 2017 - ore 4,45
Musart Festival – Chiostro degli Uomini - Istituto degli Innocenti - Piazza SS. Annunziata
Biglietto posto unico: 11 euro
Prevendite Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055 210804) e BoxOl www.boxol.it
Info tel. 055.667566 - www.musartfestival.it

Un concerto-spettacolo a ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria) dedicato all’universo vegetale e un suggestivo live alle prime luci dell’alba. Il Musart Festival in programma in piazza della Santissima Annunziata a Firenze si chiude sabato 22 luglio con il progetto Botanica dei Deproducers e le atmosfere rarefatte di Cesare Picco. Una lunga serata, dopo una settimana di concerti, visite a luoghi d’arte, mostre.

A salire sul palco alle 21,15 sono i Deproducers, eccezionale collettivo musicale formato da Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Max Casacci, di nuovo insieme con “Botanica”, progetto prodoto da Aboca che vede la partecipazione e la consulenza scientifica del Prof. Stefano Mancuso, tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale e autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche sulla fisiologia e sul comportamento delle piante.

Aboca, riferimento internazionale nella ricerca sui complessi molecolari vegetali, ha sposato immediatamente l’idea: raccontare con suoni, musica e parole, le caratteristiche del mondo vegetale, in modo semplice e approfondito.

Attraverso brani e temi musicali inediti, video proiezioni originali di Marino Capitanio e scenografie di Peter Bottazzi, i Deproducers e Stefano Mancuso svelano “i sensi” delle piante e li trasformano in racconto. Le piante “sentono”, provano emozioni, elaborano strategie e prendono decisioni. Una narrazione che vive di musica e parole ma anche della meraviglia che suscita negli spettatori.

Lo spettacolo si inserisce nel progetto “A seminar la buona pianta”, eventi e approfondimenti voluti da Aboca per contribuire a uno sviluppo sostenibile.

Come detto lo spettacolo è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. E’ possibile prenotarsi online sul sito www.labuonapianta.it o ritirare il proprio biglietto-invito gratuito presso tutti i punti vendita del Circuito Regionale Box Office (http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita). L'accesso alla piazza dalle ore 20, la prenotazione per i posti riservati verrà garantita fino alle ore 20.30. Successivamente l'ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti.

CESARE PICCO, CONCERTO ALL’ALBA - Musart Festival si conclude alle prime luci di domenica 23 con il concerto per piano solo di Cesare Picco. Appuntamento alle ore 4,45 nel Chiostro degli Uomini, all’interno dell’Istituto degli Innocenti. Scenario e momento perfetti per immergersi in un repertorio che attraversa generi e tradizioni, portando al pubblico la freschezza, l'intensità e la potenza di un pianismo molto intenso: approccio spirituale e profondo che non disdegna la leggerezza della melodia.

Il biglietto costa 11 euro, con colazione inclusa, servita al termine dello spettacolo nell’attiguo Salone Brunelleschi. Prevendite in corso nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804 e online su www.boxol.it.

Pianista improvvisatore a suo agio tra i beat elettronici come tra i suoni di un’orchestra barocca, Cesare Picco è da sempre sperimentatore trasversale in ogni ambito musicale. Dal 1986 porta la sua musica nei più importanti festival e teatri del mondo. Tra i tanti progetti impossibile non ricordare il “BLIND DATE- Concert in the Dark”, concerto da lui creato, unico al mondo, nel quale artista e pubblico sono immersi nel buio assoluto. Su questa esperienza ha scritto il libro “Musica nel buio”. Il prossimo autunno 2017 è prevista l’uscita della sua nuova produzione discografica “Kozmo”.
 
Musart Festival è una produzione Prg Firenze promossa da Comune di Firenze-Estate Fiorentina 2017, Camera di Commercio Firenze, Toscana Promozione Turistica. Con il sostegno di Unicoop Firenze, Sammontana, Findomestic Banca, Publiacqua, Petti, Prinz, Le Chiantigiane, Caffè Cesare Magnelli.

www.musartfestival.it

Info Musart Festival Firenze
Piazza della Santissima Annunziata - Firenze
Info tel. 055.667566 – www.musartfestival.it
www.bitconcerti.it

Musart Festival
ARTE e PERCORSI EMOZIONALI – Musart Festival propone una sinergia tra musica e arte. Durante le sei serate, gli spettatori possono visitare gratuitamente, dalle ore 20 fino ad inizio spettacoli, alcuni dei luoghi d'arte più significativi che si affacciano su piazza della Santissima Annunziata e piazza Brunelleschi, poco distante. “Percorsi emozionali’ che si dipanano attraverso giardini, luoghi di culto, palazzi monumentali: tra questi l’Istituto degli Innocenti, la Chiesa di San Francesco Poverino, il Giardino del Museo Archeologico, la Basilica di Santissima Annunziata, la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze, la Mensa della Caritas Diocesana – San Francesco.

CONVENZIONI - Grazie all’iniziativa promossa da Findomestic Banca, i possessori del biglietto di uno dei concerti possono accedere alla mostra “Bill Viola. Rinascimento elettronico” (Firenze, Palazzo Strozzi, fino al 23 luglio) con un biglietto d’ingresso ridotto a 9,50 euro (intero 12 euro).
Giardino del Museo Archeologico: fino al 31 agosto ingresso gratuito per under 25 e biglietto ridotto a 2 euro per tutti gli altri.
Istituto degli Innocenti: fino al 31 agosto biglietti ridotti a 5 euro (anziché 7 – biglietto ridotto a 8 euro con audio guida).

MOSTRA FOTOGRAFICA | BECAUSE THE NIGHT – Fino a domenica 23 luglio nel Salone Borghini dell’Istituto degli Innocenti (orario 10/21,30 – dom 23/7 orario 10/19 – ingresso libero) si può visitare la seconda edizione della mostra “Because The Night - 40 anni di grandi concerti”, a cura Edoardo Zucchetti. Dedicata ai cantautori italiani, l’esposizione presenta gigantografie, poster, video e materiali promozionali dei grandi concerti svoltisi a Firenze nei 70/80: tra gli altri Vasco Rossi, Gianna Nannini, Zucchero, Pino Daniele, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Lucio Dalla… Dagli archivi di New Press Photo, Saulo Bambi, Claudio Gulglielmi.

TRAFFICO, BUS, PARCHEGGI E TAXI - Piazza della Santissima Annunziata è situata in un’area interdetta al traffico privato, non distante dai viali di circonvallazione di Firenze. Il parcheggio dedicato è Parterre di Firenze Parcheggi, accesso da via Madonna Della Tosse, 9 (costo 2 euro l’ora - tariffa giornaliera 10 euro). Il parcheggio riservato ai Gold Package è Garage Italia, in via Fiesolana 19. Piazza San Marco è la fermata Ataf (autobus di linea) più vicina alla piazza. Radio Taxi Socota TEL. 055.4242, Co.Ta.Fi 055.4390. Chiusura area concerto dalle ore 19.

INFO E AGGIORNAMENTI – Informazioni e aggiornamenti sul sito ufficiale www.musartfestival.it, sulla pagina ufficiale Facebook e al numero 055.667566.

CREDITS - Musart Festival è una produzione Prg Firenze promossa da Comune di Firenze-Estate Fiorentina 2017, Camera di Commercio Firenze, Toscana Promozione Turistica. Con il sostegno di Unicoop Firenze, Sammontana, Findomestic Banca, Publiacqua, Petti, Prinz, Le Chiantigiane, Caffè Cesare Magnelli.

Deproducers / Botanica sul web
www.labuonapianta.it
http://www.aboca.com
http://deproducers.com
http://twitter.com/iDeproducers
www.facebook.com/deproducers
www.instagram.com/deproducers

Guarda il video di Deproducers / Botanica
www.youtube.com/watch?v=zETWcnftAMc

Biglietti Deproducers / Botanica
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
Prenotazioni online www.labuonapianta.it o ritirare gratuito presso i punti vendita del Circuito Regionale Box Office (http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita). L'accesso alla piazza dalle ore 20, la prenotazione per i posti riservati verrà garantita fino alle ore 20.30. Successivamente l'ingresso sarà consentito fino ad esaurimento posti
 
Cesare Picco sul web
www.cesarepicco.com
www.facebook.com/cesarepiccomusic
www.instagram.com/cesarepicco/
https://twitter.com/cesarepicco

Guarda il video di Cesare Picco /Blind date
https://www.youtube.com/watch?v=P7pFCwBR-10

Biglietto  Cesare Picco
Posto unico 11 euro, colazione inclusa
Prevendite in corso nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita tel. 055.210804 e online su www.boxol.it.

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055.210804)
Boxol www.boxol.it

Sconti e riduzioni
I bambini sotto i 4 anni di età entrano gratuitamente accompagnati da un adulto, in numero di un/a bambino/a per ogni adulto, ma non hanno diritto ad occupare un posto a sedere. Non sono ammessi carrozzine, passeggini, ovetti e supporti vari.

giovedì 20 luglio 2017

Botticelli "piagnone" beniamino dei Medici

“[…] Secondo alcuni scrittori, Botticelli divenne un <<piagnone (il nome irrisorio con cui venivano chiamati i seguaci del frate Savonarola) ma solo dopo il martirio del Savonarola. Nella National Gallery londinese vi è un misterioso dipinto del Botticelli noto col titolo L’adorazione mistica, che può essere interpretato come un’enigmatica allusione al martirio e alle profezie del monaco. […] . Sia vero o no che Botticelli diventasse un <<piagnone>> come Lorenzo di credi e Fra Bartolomeo e rinnegasse i suoi nudi pagani, come fece più tardi l’Ammannati, è certo che l’atmosfera delle sue ultime opere è inasprita da una violenta tensione. Una qualche lotta interiore, tipicamente fiorentina, dovette insediarsi nell’animo di questo artista, che fu chiaramente, in ogni caso, uomo di vaste contraddizioni, se si pensa che la sua bottega dalla quale sorgevano tante Vergini languide e sognanti erano centro famoso di burle e di <<beffe>> fiorentine.
Dopo la Primavera  e la Venere un realismo aspro, asciutto, nervoso, comincia a inacerbare le sue forme, ancora lievi, alla prima occhiata, e dolcemente, voluttuosamente pensose nello stile che gli era proprio: i soffici ricci dorati si appesantiscono e più gravi diventano i panneggi, come nei gesti mimati di una tediosa sciarada. Nel 1480 egli dipinse per la chiesa di Ognissanti un grande affresco angoloso in strani toni di giallo e di grigio raffigurante Sant’Agostino nel suo studio; quest’opera rivela una drammatica simpatia col santo proto-calvinista. Al tempo del piccolo dipinto intitolato Calunnia (1490; savonarola fu giustiziato nel 1498), la metamorfosi è compiuta. Una fredda, maligna bruttezza emana dalle figure di questa composizione neo-classica, dove un Giudice Ingiusto, con orecchi d’asino, seduto su un trono, è assistito dalla ignoranza e dal Sospetto, mentre l’Odio conduce la Calunnia, che porta la torcia della Verità e trascina per i capelli l’Innocenza, una giovane donna seminuda.. la Calunnia è seguita dalla Frode e dall’Invidia che intrecciano rose nei suoi capelli ramati. Dietro di loro avanza il Rimorso, una vecchia vestita di nero, e la Verità Nuda, con lunghi biondi capelli disciolti, che immobile come una statua alza l amano destra ad additare il Cielo, in un gesto fatidico. Nello sfondo, dietro le arcate di una pesante architettura classica appare un mare verde-pallido, che rammenta, come la figura della Verità, la Nascita di Venere. Questo richiamo al passato è come un rimbalzo vendicativo sul Botticelli arcadico, più antico; la Calunnia è un Arcadia divenuta violenta e paranoide.
Tale, in ogni suo gesto, è la pittura puritana per eccellenza : fredda, declamatoria, programmatica, affatto priva della nordica fantasia delle <<tentazioni>> di Bosch, per esempio, dove almeno il demonio è fertile. Botticelli fu il pittore beniamino dei Medici, una famiglia in cui il puritanesimo si combinava o si alternava con una sensualità animalesca e la freddezza con la genialità. Cosimo il Vecchio era freddo, abile e ascetico; era un uomo che sapeva aspettare, una caratteristica felina che ricompare in Cosimo I e nella giovane Caterina, gli accaparratori di potere della famiglia. D’altro canto, invece, il figlio del vecchio Cosimo, Giovanni, era un sibarita che viveva alla giornata e morì di indigestione. Lorenzo il Magnifico fu <<incredibilmente dedito alla soddisfazione di una passione amorosa>>, per esprimersi come Roscoe, il suo biografo settecentesco; la sua sensualità era incontrollata, una perpetua smania taurina. Tre Medici furono fisicamente attraenti: il bel Giuliano e suo figlio, papa Clemente, e il cardinale Ippolito, che fu ritratto da Tiziano in abiti ungarici. Lorenzo, anche nei suoi ritratti che a quanto si tenderebbero a migliorarlo, ha un fisico curioso; con i capelli neri e lisci, il labbro superiore lungo e sottile, il naso aquilino e la carnagione olivastra, è simile ad un capo Sioux. Era molto miope, aveva una voce aspra e sgradevole, e praticamente era privo del senso dell’odorato; come tutti i Medici, soffriva di gotta. Suo padre, Piero il Gottoso, ne rimase zoppo per tutta la vita. Lorenzo duca d’Urbino, il padre di Caterina de’Medici, morì di sifilide. […]”
(Mary McCharty, Le pietre di Firenze, 1956)